Un tema molto sentito quello del Cloud, la nuvola che stenta a decollare e di cui nessuno si fida. In realtà il Cloud Computing è una tecnologia innovativa che cambia il modo di organizzare la propria infrastruttura e gestire i propri servizi.

Possiamo definire il Cloud come una tecnologia limitata e definita in uno spazio logico in cui vengono elaborati e salvati dei dati. Non ha una collocazione precisa nel territorio proprio per la sua proprietà di scalabilità. Con il Cloud è possibile creare un’infrastruttura utilizzando server geolocalizzati in ogni parte del mondo e gestirla come se fosse un’unica entità.

Un dato interessante, secondo una ricerca di Eurostat del 2014 l’Italia si colloca al secondo posto in Europa per utilizzo del Cloud e sembra stia crescendo di anno in anno. Il mercato del Cloud è occupato dal 77% da piccole e medie aziende.

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Le grandi aziende fanno da margine proprio per alcuni problemi con cui il Cloud deve scontrarsi.

Problemi di Sicurezza

Il Cloud è sicuro? Questa è la domanda ricorrente, in realtà è una domanda concettualmente sbagliata. Se partiamo dal presupposto che non c’è niente di totalmente sicuro, la risposta è no.

Il concetto di sicurezza è relativo, e quindi affermare che una tecnologia è sicura implica che tutti gli elementi che ne fanno parte siano sicuri. Per rispondere alla domanda bisognerebbe prima capire lo scopo per cui viene usato e il livello di sicurezza che ci si aspetta da questa tecnologia.

Possiamo senz’altro dire che il Cloud è abbastanza sicuro, se usato opportunamente e configurato nel modo giusto. In Italia e in Europa, il primo freno allo sviluppo del Cloud viene proprio dal tema legato alla sicurezza e alla privacy.

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Su un indagine Eurostat che ha identificato i principali limiti allo sviluppo del Cloud per le aziende europee, al primo posto figura la voce “Risk of security breach” con il 39%. Questo dato mostra che la percezione di un furto dei dati aziendali sia un fattore che blocca lo sviluppo di questa tecnologia. Al secondo posto il problema legato all’applicabilità della legge;  tema molto sensibile che si scontra con norme internazionali che possono renderne difficile l’applicazione.

Cloud ed Europa

I problemi su citati sono oggetto di riflessioni da parte dell’Unione Europea che dal 2013 cerca di trovare delle soluzioni instaurando tavoli misti tra tecnici e giuristi per redigere delle norme volte a dare soluzioni concrete ad ampliare lo sviluppo di questa tecnologia.

Lo sforzo dell’UE è concreto, ma molto spesso nei tavoli tecnico-giuridici si riscontra un problema basilare, che è quello del linguaggio utilizzato. Il ruolo del giurista è quello di interpretare nella maniera più esaustiva e semplice il tecnicismo e trasformarlo in norma o legge. Quello del tecnico è di definire nel modo più dettagliato possibile la tecnologia utilizzata in modo da chiarire ogni aspetto e rendere più semplice l’interpretazione del giurista.

Da un lato però il giurista tende ad essere il portavoce della comunità che ovviamente non comprende argomenti tecnici o termini troppo complicati, e cerca quindi di semplificarli troppo uscendo dagli schemi dati. Dall’altra parte invece il tecnico ha il compito di rimettere ordine e impedire cose non realizzabili.

L’avanzata della tecnologia non permette di avere tempi di discussione troppo lunghi e fin tanto che non si trova un livello comune, si avranno situazioni di stallo o che porteranno ad una soluzione oramai tecnologicamente passata.

Sicurezza By Design

Iniziare ad essere proattivi nella sicurezza informatica, definendo delle regole di sviluppo e di progettazione sicura, renderebbero sicuramente più facile il compito di adeguamento nello sviluppo tecnologico. Una base sicura rappresenterebbe già un buon punto di partenza per tecnologie come il Cloud. Purtroppo a causa di ambienti misti e di aspetti di sicurezza da colmare il Cloud non è sempre una soluzione per tutti.

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